Incapienza del datore di lavoro: che fine fa il credito del 730?
24 novembre 2009
Il contribuente che si avvale del modello 730 sa bene che spesso il credito spettante può non venir rimborsato tutto in un’unica soluzione, ma anche a rate mensili di importo variabile.
Questo succede per effetto del calcolo della capienza Irpef del datore di lavoro, di cui abbiamo già trattato in precedenza (in poche parole l’Irpef rimborsata ai dipendenti non può mai superare l’Irpef a debito dovuto nel mese).
Ma che cosa accade quando il credito, seppur riconosciuto “a piccole dosi”, non riesce ad essere completamente rimborsato?
Innanzitutto precisiamo che il termine ultimo per il conguaglio da parte del datore di lavoro corrisponde alla busta paga del mese di retribuita nel mese di dicembre.
Qualora anche dopo tale data dovesse avanzare un residuo credito in capo al dipendente, tale importo non potrà essere ulteriormente gestito in busta paga, ma non andrà comunque perduto: sarà infatti cura del datore di lavoro esporre nell’apposito rigo del CUD2010 l’importo residuo (Credito Irpef Non Rimborsato - parte B - Dati Fiscali).
Il contribuente, pertanto, potrà riportare lo stesso nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo quale eccedenza dell’anno precedente.
A differenza del modello UNICO, dove non è contemplata la possibilità, il contribuente che opta per la compilazione della dichiarazione dei redditi modello 730, può avvalersi della forma congiunta, ovvero di un’unica dichiarazione per tassare i redditi propri e del coniuge e detrarne le relative spese.
Agli effetti pratici però la dichiarazione congiunta è di fatto composta da 2 dichiarazioni a se’ stanti, ciascuna per ogni coniuge, dove ognuno di essi dichiara separatamente i propri redditi e detrae le proprie spese, per poi congiungersi in una vera e propria somma algebrica in fase di risultato finale.
Quando si può utilizzarla?
- Quando entrambi i coniugi possiedo tipologie di redditi che possono essere dichiarate nel modello 730 (ovvero lavoro dipendente ed assimilati e redditi diversi di vari natura, ma non lavoro autonomo abituale, non redditi di impresa, o anche solo partecipazioni, ecc.).
- Quando almeno uno dei due coniugi ha un sostituto di imposta al momento della presentazione del modello.
Quando conviene optare per la dichiarazione congiunta?
- Quando uno dei due coniugi matura (per vari motivi) un credito molto alto e l’altro coniuge è a debito: le partite si compensano.
- Quando uno dei due coniugi non ha sostituto di imposta al momento della presentazione del modello: utilizza così il datore di lavoro del contribuente dichiarante per ottenere in tempi brevi un eventuale rimborso.
Il contribuente che opta per la dichiarazione congiunta dovrà presentare pertanto i due modelli compilati, barrando sul frontespizio del dichiarante (in alto) la casella “dichiarazione congiunta”, mentre il coniuge dovrà barrare sul proprio modello, sempre nel frontespizio, la casella “coniuge dichiarante”.
Quando ricevo il credito Irpef scaturito dal modello 730?
20 aprile 2009
Attenzione: leggi l’aggiornamento in data 02 luglio 2009.
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, a partire dal mese di luglio (inteso come momento della liquidazione della busta paga) il datore di lavoro che avrà ricevuto dal CAF il mod. 730/4 con le risultanze a credito o a debito del proprio dipendente, inizierà a corrispondere o trattenere le somme dovute.
Il datore di lavoro a sua volta compenserà tale rimborso al dipendente a credito con l’Irpef a sua volta trattenuta sulla totalità dei lavoratori dipendenti. Qualora non ci fosse capienza (ovvero l’Irpef trattenuta non fosse sufficiente a coprire il credito dovuto al dipendente), il residuo credito verrà corrisposto nei mesi successivi.
Il meccanismo può risultare non intuitivo, ecco però un semplice esempio per chiarire il concetto:
Ditta con 5 dipendenti che versa mensilmente euro 1.000 di Irpef (somma dell’Irpef trattenuta ai 5 dipendenti).
Un solo dipendente compila il modello 730 ed ha diritto ad un rimborso di €. 1.400.
Nel mese di luglio la ditta potrà corrispondere al dipendente a credito fino ad un massimo di €. 1000 (tetto corrispondente al debito totale). I residui €. 400 verranno corrisposti al dipendente nel mese successivo.
Per quanto riguarda i pensionati che hanno come sostituto di imposta Inps, Inpdap o enti similari, la decorrenza è da agosto o settembre. Il meccanismo naturalmente è il medesimo.
Credito Irpef non rimborsato l’anno precedente
15 aprile 2009
Qualora il contribuente presenti un residuo credito da 730 non rimborsato dal datore di lavoro precedente (per incapienza, per cessazione rapporto di lavoro, ecc.), questo dovrà risultare dal modello CUD 2009 al punto 26 della parte B.
Detto credito dovrà esssere riportato sul modello 730 nel rigo F3, colonna 1 e verrà rimborsato nell’anno in corso.
Nello stesso rigo F3 colonna 1 andranno altresì riportati eventuali eccedenze Irpef anno precedente risultanti dal modello Unico 2008, colonna 4 del rigo RX1.
Se tale credito è stato parzialmente utilizzato in compensazione con altri tributi, l’importo utilizzato andrà invece indicato nella colonna 2 dello stesso rigo F3.