Incapienza del datore di lavoro: che fine fa il credito del 730?
24 novembre 2009
Il contribuente che si avvale del modello 730 sa bene che spesso il credito spettante può non venir rimborsato tutto in un’unica soluzione, ma anche a rate mensili di importo variabile.
Questo succede per effetto del calcolo della capienza Irpef del datore di lavoro, di cui abbiamo già trattato in precedenza (in poche parole l’Irpef rimborsata ai dipendenti non può mai superare l’Irpef a debito dovuto nel mese).
Ma che cosa accade quando il credito, seppur riconosciuto “a piccole dosi”, non riesce ad essere completamente rimborsato?
Innanzitutto precisiamo che il termine ultimo per il conguaglio da parte del datore di lavoro corrisponde alla busta paga del mese di retribuita nel mese di dicembre.
Qualora anche dopo tale data dovesse avanzare un residuo credito in capo al dipendente, tale importo non potrà essere ulteriormente gestito in busta paga, ma non andrà comunque perduto: sarà infatti cura del datore di lavoro esporre nell’apposito rigo del CUD2010 l’importo residuo (Credito Irpef Non Rimborsato - parte B - Dati Fiscali).
Il contribuente, pertanto, potrà riportare lo stesso nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo quale eccedenza dell’anno precedente.
Chiariti con una circolare, la 21/E del 04/05/09, i termini e le modalità per i sostituti di imposta che devono effettuare i conguagli dei modelli 730/4 dei dipendenti.
Se fino allo scorso anno si parlava di mese di retribuzioni erogate nel mese di luglio, e pertanto la busta paga di riferimento era quella del mese di giugno, da quest’anno la circolare parla di “retribuzioni di competenza del mese di luglio”.
Ancora un mesetto circa, dunque, per beneficiare dei rimborsi di imposta in caso di dichiarazione a credito, o viceversa, per vedersi trattenute le imposte dovute in caso di modello 730 a debito.
Rimborsi di spese detratte: tassazione separata
11 maggio 2009
Quando un contribuente riceve un rimborso da parte di terzi di spese che aveva precedentemente portato in detrazione sui modelli di dichiarazione dei redditi, è tenuto a tassare tali importi rimborsati.
Esempio: nel 2007 porto in detrazione spese sanitarie per €. 500,00. La mia assicurazione privata mi rimborsa nel 2008 €. 320,00. Oppure: nel 2007 porto in detrazione tasse universitarie per €. 700,00 ma grazie ad un contributo mi vengono rimborsati l’anno seguente €. 200,00.
Tali importi rimborsati (€. 320,00 di spese sanitarie ed €. 200 di spese di istruzione) andranno indicati sul modello 730 nel rigo D7 con codice 4.
E’ possibile barrare la casella “Tassazione Ordinaria” per far applicare direttamente sul modello 730 la tassazione vigente (in cumulo con gli altri redditi del contribuente).
Viceversa, con la Tassazione Separata, si verserà un acconto del 20% in sede di dichiarazione, e sarà poi l’Agenzia delle Entrate a comunicare l’eventuale saldo dovuto con apposita cartella.
Quando ricevo il credito Irpef scaturito dal modello 730?
20 aprile 2009
Attenzione: leggi l’aggiornamento in data 02 luglio 2009.
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, a partire dal mese di luglio (inteso come momento della liquidazione della busta paga) il datore di lavoro che avrà ricevuto dal CAF il mod. 730/4 con le risultanze a credito o a debito del proprio dipendente, inizierà a corrispondere o trattenere le somme dovute.
Il datore di lavoro a sua volta compenserà tale rimborso al dipendente a credito con l’Irpef a sua volta trattenuta sulla totalità dei lavoratori dipendenti. Qualora non ci fosse capienza (ovvero l’Irpef trattenuta non fosse sufficiente a coprire il credito dovuto al dipendente), il residuo credito verrà corrisposto nei mesi successivi.
Il meccanismo può risultare non intuitivo, ecco però un semplice esempio per chiarire il concetto:
Ditta con 5 dipendenti che versa mensilmente euro 1.000 di Irpef (somma dell’Irpef trattenuta ai 5 dipendenti).
Un solo dipendente compila il modello 730 ed ha diritto ad un rimborso di €. 1.400.
Nel mese di luglio la ditta potrà corrispondere al dipendente a credito fino ad un massimo di €. 1000 (tetto corrispondente al debito totale). I residui €. 400 verranno corrisposti al dipendente nel mese successivo.
Per quanto riguarda i pensionati che hanno come sostituto di imposta Inps, Inpdap o enti similari, la decorrenza è da agosto o settembre. Il meccanismo naturalmente è il medesimo.
Credito Irpef non rimborsato l’anno precedente
15 aprile 2009
Qualora il contribuente presenti un residuo credito da 730 non rimborsato dal datore di lavoro precedente (per incapienza, per cessazione rapporto di lavoro, ecc.), questo dovrà risultare dal modello CUD 2009 al punto 26 della parte B.
Detto credito dovrà esssere riportato sul modello 730 nel rigo F3, colonna 1 e verrà rimborsato nell’anno in corso.
Nello stesso rigo F3 colonna 1 andranno altresì riportati eventuali eccedenze Irpef anno precedente risultanti dal modello Unico 2008, colonna 4 del rigo RX1.
Se tale credito è stato parzialmente utilizzato in compensazione con altri tributi, l’importo utilizzato andrà invece indicato nella colonna 2 dello stesso rigo F3.